MESSINA E LA SUA STORIA

 

Situata nel mezzo del Mar Mediterraneo, Messina, crocevia di popoli e di rotte mercantili, gode di una posizione strategica. Nel corso della sua storia è stata terra di molteplici conquiste da parte di svariati popoli, tra i più noti: greci, romani, bizantini, arabi e normanni.

Messina fu fondata dai Greci nell’VIII sec a.C. con il nome di Zancle (che in greco significa falce,dal disegno falcato del suo porto naturale). Le prime monete furono coniate a Messina nel V sec a.C.

Nel III sec a.C. Roma fece di Messana,(da aggiustare) un porto militare e un attrezzato scalo commerciale, divenendo così uno dei centri nevralgici del dominio romano nel Mare Nostrum. Ottenne una tale autonomia da divenire fin dall’alto Medioevo una sorta di Citta-Stato, analoga a un libero Comune dell’Italia Settentrionale.

Nel IV sec. d.C. Messina fu soggetta alla dominazione bizantina, si distinse per l’impegno militare prestato all’imperatore d’Oriente Arcadio e venne ricompensata per tale aiuto con la concessione dello stemma imperiale (croce d’oro in campo rosso) e del titolo di Protometropoli della Sicilia. Porto Franco

Con la caduta di Rometta, ultima roccaforte dei Bizantini, nel 965 tutta la Sicilia fu occupata e sottomessa agli Arabi. Nonostante la loro massiccia influenza nella Sicilia Occidentale, a Messinah non riuscirono a imporsi a livello religioso, ma influenzarono, ammodernandole,  l’industria, l’architettura, il commercio e l’agricoltura.

Alcune chiese come La Chiesa dei Catalani, eretta dai bizantini, furono trasformate in moschee, successivamente i normanni le riportarono al loro originario culto.

Nel 1061, con la conquista di Messina da parte del Gran Conte Ruggiero d’Altavilla, iniziò la riconquista cristiana della Sicilia, proprio dallo Stretto di Messina i crociati partirono verso Gerusalemme.

In quel periodo sotto il profilo urbanistico il  porto e la zona adiacente furono dominate dal palazzo reale, dal Duomo concluso nel 1159, dall’arsenale e dal Palazzo Arcivescovile .(invertito capoverso con quello sottostante)

Nel 1129 a Messina fu riconosciuto il titolo Caput Regni e divenne sede della Zecca del Regno che operò fino al 1678; nelle monete coniate in città venne inserito il motto MNSC “messina nobile siciliane caput”. 

Al suo porto fecero scalo e partirono le navi dei crociati diretti in Terra Santa. In questa occasione ebbe rilievo il Grande Ospedale che accoglieva i feriti di battaglia; rimase in funzione fino al terremoto del 1908 e accolse anche Miguel de Cervantes nel suo periodo di degenza di ritorno dalla vittoriosa battaglia di Lepanto, dove probabilmente cominciò a scrivere il suo capolavoro “Don Chisciotte della Mancia”.

Nel 1266 Messina passò sotto il dominio degli ANGIOINI salvo poi rivoltarsi loro contro quando scoppiò la Guerra del Vespro nel 1282, anche nota come la Guerra dei Novanta anni. La città resistette alle truppe di Carlo d’Angiò che non avrebbe mai potuto avanzare all’interno della Sicilia se non dopo aver espugnato la città sullo stretto. Pietro III d’Aragona , chiamato in aiuto dai Siciliani, occupa Messina, dove è accolto come un liberatore.

Nel XV secolo Messina attraversa un periodo di fioritura, continua ad essere sede della Zecca, pullula di banchieri; l'arsenale della città è talmente attrezzato da costruire una vera e propria flotta contro l'avanzata dei tunisini e l'industria tipografica ha un notevole sviluppo con nomi di rilievo nell’arte della stampa. Il 1400 è soprattutto il secolo del grande artista Antonello da Messina, precursore con la sua pittura dei temi e degli stili che saranno del Risorgimento. Egli introdusse per primo in Italia sia la pittura ad olio, conosciuta attraverso i fiamminghi, sia la prospettiva (vedi il San Gerolamo nello studio).Nel 1492, all'età di 22 anni, Pietro Bembo chiese al padre il permesso di potersi recare a Messina alla famosa scuola di Costantino Lascaris, che veniva ritenuto il migliore dei grecisti dell'epoca

 

Nel XVI secolo la città conobbe il vertice della potenza economica, tale da essere riconosciuta tra le dieci città più importanti d'Europa. Venne fondata l’Università, vennero ospitati eccellenti artisti quali gli scultori Andrea Calamech con la statua di San Giovanni d’Austria e Angelo Montorsoli che scolpì la fontana dell’Orione del Nettuno e la lanterna di San Ranieri. L'architetto Simone Gulli  nel 1622 costruì la Palazzata purtroppo andata distrutta durante il terremoto. Su richiesta di alcuni setaioli venne concessa l'istituzione del consolato della seta, importante per la sua posizione centrale nel mar Mediterraneo.

Nel XVII fu sede del Viceré, che propose alla corona spagnola di acquistare l'intera Sicilia orientale, per istituirvi un vicereame a sé stante, l'isola chiese aiuto alla Francia di Luigi XIV, ma quando Francia e Spagna firmarono la pace di Nimega (1678), la città fu abbandonata a sé stessa e fu riconquistata dagli Spagnoli. Fu chiusa l'Università, abolito il Senato cittadino e distrutto il suo palazzo, venne dichiarata la morte civile di Messina. Vennero saccheggiate e portate in Spagna alcune opere d'arte, e  nella falce venne costruito l'unico e primo esempio di fortalezza contro la città, la Cittadella.

il 1743 e il 1783, rispettivamente la peste e il terremoto, furono altri due durissimi colpi per la città. Il sovrano Federico IV di Borbone intervenì nella ricostruzione della città, istituì il porto franco ed eliminò le imposte per venti anni; la città fu edificata ancora una volta alla vecchia maniera, dimenticando la triste lezione impartita dal sisma.

 

Nel 1848 la città si ribellò nuovamente ai Borboni, ma dovette cedere davanti ai bombardamenti che continuarono incessantemente per ben otto mesi.

Durante i moti dell'unità d'Italia, nel luglio del 1860, i Garibaldini entrarono in città, ma l'unificazione della Penisola non portò quel periodo sereno che la città sperava.

A mettere la città in ginocchio nella prima decade del XX secolo, contribuirono il terremoto e maremoto del 28 dicembre del 1908, la città fu rimodellata su un nuovo impianto urbanistico, per essere poi bombardata dall'aviazione angloamericana nel 1943.

A seguito del suo impegno, la città fu decorata  nel 1959 con una medaglia al valor civile ed una al valor militare.